GOLE  DEL  FORELLO:  LA  CASCATA  DI  PIETRA

 

Approfondimento di una Parete con Concrezione Calcitica attiva in Travertino, Parco Fluviale del Tevere

 

Attraverso davvero ripetutamente mille e mille volte ancora, questo affascinante punto stradale il quale nonostante richieda particolare attenzione di guida per le sue note curve a gomito, riesce ormai ugualmente a colmare una mia oggettiva non curanza nei confronti del paesaggio, grazie paradossalmente, ad una sorta di conoscenza che assorbo in modo indiretto riguardo ad ogni più piccolo dettaglio naturalistico possibile ed immaginabile presente in quel momento intorno a me.


Finalmente stamattina mi fermo in questo punto.


L'esempio che scelgo di portare all'attenzione questa volta, ricade su di una Parete particolare, collocata nel cuore delle Gole del Forello, un’area dove l’azione millenaria del Fiume Tevere ha inciso profondamente il Massiccio Calcareo tra Orvieto e Todi.


La Parete sembra proprio configurarsi come un consesso funzionale perchè l'energia comunque potenziale di una cascata, il rigore di uno scavo antropico e la stratificazione delle concrezioni si integrano in un'unica, complessa unità geomorfologica costituendo indubbiamente una "finestra aperta" sulla storia idrogeologica delle Gole del Forello.


Studio Geomorfolgico: Concrezionamenti Calcarei Epigei nelle Gole del Forello


Un elemento di considerazione importante che emerge è l'intervento antropico laddove la Parete è costituita da un Taglio Verticale che ne delinea un profilo ben netto.


Considerato il particolare punto geografico in cui ci troviamo, è facile immaginare come l'uomo abbia praticato questo scavo per ragioni funzionali, prevalentemente per la realizzazione della sede stradale e per la messa in sicurezza del versante stesso.


Per l'ottenimento di questa verticalità deve essere stato necessario asportare porzioni della roccia madre, antichissima.


Questo "Taglio" interrompe la continuità naturale del versante, ma allo stesso tempo facilita l'uscita delle acque sotterranee, accelerando la Formazione della Colata Calcitica che oggi riveste la "ferita" inferta alla montagna.


La roccia madre è costituita da Calcare Massiccio, una formazione rocciosa estremamente compatta e soggetta a fenomeni di carsismo.

Si tratta di un concrezionamento calcareo epigeo ovvero di un deposito minerale che segue il profilo della roccia, che si origina per un processo chimico-fisico analogo tuttavia a quello che avviene all'interno delle grotte, ma che qui vediamo svilupparsi su superficie aperta.


Il Processo di Formazione: Dalla Pioggia alla Roccia


Questo fenomeno è alimentato dall'acqua piovana che, assorbendo anidride carbonica, diventa leggermente acida e scioglie il calcare all'interno della montagna.

Una volta espulsa attraverso fratture o piani di faglia sulla parete, l'acqua deposita il minerale che solidifica.


Il ruolo del Microclima


L'umidità costante della Gola e la vicinanza al Lago Artificiale di Corbara rallentano l'evaporazione. Questo permette all'acqua di scorrere a lungo sulla superficie, creando un velo minerale che deposita il calcare in modo estremamente liscio e compatto, classificabile tecnicamente come "Travertino di Cascata".

Analisi della Durezza e Stratificazione


Un dato fondamentale emerge dal test di durezza superficiale che ho praricato sulla Parete durante la videoripresa.


Incidendo con un piccolo sassolino la roccia a valle, mi sono potuta rendere conto di come la crosta esterna della roccia sia scalfibile (V. Immagine sotto) e come questa protegga uno strato sottostante più duro.

Questa differenza è dovuta alla natura del deposito; possiamo affermare di avere dunque uno strato superficiale che equivale al deposito più recente, meno resistente appunto all'abrasione meccanica, spesso meno cristallizzato e che talvolta può contenente anche micro-residui organici come ad esempio muschi, ed uno strato profondo rappresentato dalla calcificazione antica e consolidata o dalla roccia madre stessa, che dovrebbe aver raggiunto una densità e una coesione cristallina tale da opporre una resistenza elevata.


Distinzione tra Cascata Naturale e Artificiale


Un elemento su cui trovo fondamentale soffermarmi per una corretta classificazione dell'origine del fenomeno, è un distinguo sia sotto l'aspetto idrico che strutturale.


Configurazione Naturale e Configurazione Artificiale di una Cascata


Che origine ha l'acqua di una "Cascata"?
Se l'acqua è alimentata da sorgenti perenni o dal deflusso naturale della pioggia attraverso il reticolo carsico siamo di fronte ad un circuito idrico che scaturisce naturalmente.
Se l'acqua è invece generata da sbarramenti, deviazioni idrauliche o canali di scolo creati per gestire il regime idrico, allora è generata artificialmente.


Ma il distinguo non avviene solo dalla tipologia di matrice idrica ma anche dalla natura della parete ospitante.


Natura della Parete


Anche le pareti possono essere naturali o artificiali.


Non solo fronti di scavo come in questo caso specifico (taglio della montagna), dettati da una necessità ingegneristica di controllo del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico ma anche tagli di scavo che possono derivare da antiche cave dismesse.


Sicuramente questa Parete presso le Gole del Forello, posizionata lungo il parco fluviale del Fiume Tevere rappresenta un perfetto esempio di come la natura sia in grado di riparare l'intervento umano.


Potremmo trovare l'acqua completamente assente su una parete di questo tipo? Sicuramente si, perchè, strettamente stagionale e meteorologica,
in alcuni periodi climatici l'acqua potrebbe sparire.
Cosa accadrebbe se sparisse?
A differenza di una cascata alimentata da un grande fiume, queste Colate Calcaree dipendono dal bacino di assorbimento situato al di sopra della Parete stessa.


In estate o nei periodi di siccità il "serbatoio" interno alla montagna si svuota.

Senza piogge costanti, la pressione idrostatica diminuisce e l'acqua cessa di trasudare dalla parete.


Mentre in inverno o dopo forti piogge il sistema carsico si ricarica, l'acqua satura le fratture e ricomincia ad estrinsecare il minerale, quando l'apporto idrico è invece fermo la parete appare come una roccia nuda, grigia o bianca, ma conserva una "pelle" lucida o incrostata creata in precedenza.


Quando la Parete si asciuga si assiste ad un riposo del Travertino.


È proprio durante i periodi di secca che il deposito minerale ha modo di indurirsi ulteriormente.


L'anidride carbonica evapora completamente e il carbonato di calcio si fissa definitivamente.


Visibilità della struttura


Senza il velo d'acqua presente attualmente, durante il periodo immortalato dalla scrivente ovvero Marzo del duemilaventisei, sarà possibile osservare ancora meglio la stratificazione descritta, ovvero questa differenza tra lo strato superficiale friabile e quello profondo solido.


Dato che la parete è incastonata presso le Gole del Forello sopra un taglio stradale, è molto più probabile che si tratti di acque di percolazione superficiale: l'acqua piovana filtra nel terreno sovrastante e "scivola" (per scorrimento, attenzione bene!) verso il basso, lungo il taglio verticale della parete.


In sintesi, potremmo definire "la Parete", un fenomeno intermittente. È una Cascata (di Scorrimento), "attiva" solo quando il bilancio idrico del monte è in attività. Trovarla asciutta dovrebbe essere la norma durante i mesi caldi o i periodi di siccità.


Il presenza della vegetazione (muschi, epatiche e piccoli rampicanti come l'edera che credo sia presente, costituisce inoltre un ruolo fondamentale.


Qui, questi organismi non sono semplici "ospiti", ma veri e propri registi biologici della Parete.


La vegetazione gestisce l'umidità e partecipa alla costruzione della roccia attraverso un effetto "Spugna" ovvero di Ritenzione Idrica.


I muschi che credo siano presenti ai margini della Colata Calcitica funzionano come una spugna naturale. Quando la Cascata di Scorrimento è attiva o piove, assorbono acqua.


Un Rilascio graduale


Quando la Cascata di Scorrimento si ferma per il clima secco, il muschio rilascia l'umidità molto lentamente verso la roccia sottostante.


Microclima protetto

La coltre vegetale tra l'altro scherma la parete dal sole e dal vento, riducendo l'evaporazione diretta e mantenendo il calcare "fresco" e umido più a lungo rispetto alla roccia nuda.


La Bio-costruzione: Il Muschio che diventa Roccia

I fusticini dei muschi intrappolano le minuscole particelle di carbonato di calcio trasportate dall'acqua.


Fotosintesi e precipitazione

Durante la fotosintesi, il muschio sottrae anidride carbonica. Questo altera l'equilibrio chimico e costringe il calcare a precipitare e solidificarsi proprio sopra il muschio stesso.
Con il tempo, il muschio viene letteralmente "pietrificato". Questo spiega perché lo strato superficiale che ho scalfito è più tenero e poroso. E presumibile infatti che  questo contenga ancora i vuoti lasciati dai vegetali inglobati.


Le Radici e la Stabilità della Parete


Mentre i muschi aiutano a costruire la superficie, i rampicanti come se non erro l'edera visibile ai lati, svolgono un ruolo opposto e più critico.

Le radici cercano le fessure della roccia madre ovvero il Calcare Massiccio, per trovare acqua profonda e se da un lato stabilizzano il terreno superficiale, dall'altro possono allargare le fratture della roccia nel corso dei decenni, creando nuovi canali attraverso cui l'acqua potrà uscire in futuro, dando vita a nuove "Colate".


La presenza di muschio verde e rigoglioso su una parete apparentemente asciutta è la prova scientifica che qui l'acqua passa con regolarità.


Questa Parete situata presso le Gole del Forello si rende perfetto esempio emblematico in grado di mappare un ecosistema bio-geologico attivo, dove la componente minerale del calcare e quella biologica dei muschi lavorano insieme per far crescere la parete verso l'esterno, millimetro dopo millimetro, anche quando l'occhio umano la percepisce asciutta.

 

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