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COME UNA STELE RUPESTRE
Questa pubblicazione nasce da un mio intestardirmi su di un luogo dove quelli che erano gli obiettivi di partenza sono stati sorpresi da un elemento aggiuntivo.
Al mio arrivo infatti, solo dopo una bella immersione all’interno di una coltre di spine e fitta vegetazione che mi ha vista costretta ad interrompere a metà il sopralluogo vero e proprio, sotto il sole cuocente di luglio e completamente coperta nell’abbigliamento, scorgo questa pietra.
Si tratta di un pilastro in cemento. La pietra pur restando ugualmente alla base ben infissa nel terreno, si presenta oggi completamente piegata all’indietro.
E' tagliata alla sommità e questo elemento così come i suoi bordi laterali ed il rilievo nel centro, sembrano indicare nel taglio, sia il frutto di un processo di mutamento, credo volontario, sia nei bordi laterali e sul fronte, la mirata e specifica lavorazione.
Sopraggiunta, ho davanti a me oggettivamente parlando una pietra singola, infissa nel terreno e munita di una decorazione in rilievo caratterizzata da un sottile bordo verticale.
Il gioco sottile tra un principio di colonna propria di un ingresso di un antico Casale oggi completamente scollegato da ogni possibilità di strada percorribile al suo raggiungimento, con un'associazione sul ruolo di "Stele Rupestri" prende il sopravvento e mi permette di effettuare un esercizio di analisi comparativa.
Questa colonna, oggi dunque decontestualizzata con il suo taglio netto, i bordi regolarizzati ed il rilievo lungo, suggerisce un intervento umano finalizzato ad uno scopo specifico, quello di "delimitazione" che travalica le età dove a cambiare sono solo i materiali e le forme ma dove la funzione rimane immutata.
E' così che anticamente infatti, vi erano le Stele a fungere da segnalatori commemorativi, funerari o anche votivi ma anche da cippi di Confine.
A questo proposito trovo molto affascinante soffermarmi sul tema delle Stele Etrusche per Agrimensura anche se questo, nonostante la zona sia nota per il rinvenimento di Tombe Etrusche, ribadisco, non vuol essere un pretesto di inquadramento temporale ma una interessante considerazione sui confini dei terreni considerati all'epoca sacri ed inviolabili, tanto che se rimosse, si era soggetti a pena di morte.
Raggiungere oggi questa Villa storica significa confrontarsi con un terreno che, nel suo attuale abbandono, custodisce ancora le tracce dell'antico assetto rurale ormai sovrascritto dai più recenti e radicali cambiamenti della gestione agricola produttiva.
Poco distante dal mutilato pilastro, emergono proprio alcune tracce.
Il frammento di un laterizio appartenente ad una tegola ha catturato la mia attenzione perché presenta segni di una lavorazione intenzionale.
Un'impronta dalla geometria squadrata le cui caratteristiche seppure fortemente erose, suggeriscono la natura di un marchio impresso o di un codice identificativo di fornace.
La presenza di tali caratteri che attesta la precisa volontà di tracciabilità del prodotto, distingue il manufatto dai comuni materiali di edilizia privi di segno.
Sebbene l'erosione renda problematica una cronologia puntuale, tale reperto apre interessanti interrogativi sulla sua provenienza e funzione all'interno del complesso rurale.
Non escludo tra le varie ipotesi, che possa anche trattarsi di una identificazione della proprietà fondiaria.
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