APPARATI  DEL  LOCOMOTORE

"SPELEO ANATOMY":

Documentazione fotografica di reperti ossei che trovo in situ nei boschi della Tuscia. Dalle rare ossa umane combuste dell'incinerazione ai complessi apparati del locomotore animale, "Speleo Anatomy" presenta qui alcune specifiche tipologie di ossa che in una rara condizione boschiva, comunicano una differenza percettiva reale di alterazione stratigrafica della materia. In alcune cavità di ossa immortalate, è particolarmente riscontrabile infatti, un viraggio costante di più livelli cromatici, dal bruno all'ocra, al rossiccio, fino al nero nei punti più profondi. Le incrostazioni di terra originaria e i livelli della colorazione che si addensano seguendo la tessitura dell'osso e le sue caratteristiche anatomiche, tramutano l'esperienza visiva in una simulazione strutturale che crea l'illusione della presenza di ferro in alcuni casi o del legno in altri. Oltre agli ulteriori temi correlati, nei paragrafi seguenti viene approfondita proprio l'analisi dettagliata di questi processi tafonomici.

Durante l'Esperienza di Scavo presso la "Necropoli dell'Osteria di Vulci", ho avuto l'opportunità di reperire dal terreno un'enorme quantità di Ossa Umane Combuste secondo il Rituale dell'Incinerazione, Ossa di cui qui sotto, scorrendo i caricamenti, mostrerò una sequenza in tre immagini di dettaglio.

Al contrario, durante l'Esplorazione  di  Siti  antichi  nella natura e nei boschi, capita spesso di imbattermi in Scheletri di Animali di ogni genere, talvolta eccezionalmente rari e particolari.

E' qui che prende vita il progetto Speleo-Anatomy nella Tuscia: una ricerca oculare sul campo che mi ha permesso di comprendere meglio come sono strutturate le parti anatomiche delle ossa nude del regno animale,  sviluppando un profondo occhio analitico.

In questa pagina dedicata agli Apparati del Locomotore, la ricerca di bones nella Tuscia si spinge oltre la semplice documentazione fotografica, focalizzandosi su reperti che hanno subìto straordinari processi di tafonomia nel sottobosco.

In particolari contesti di umidità e isolamento, la natura smette di decomporre ed inizia a scolpire dando vita ad un incredibile mimetismo materico che rende unici questi Apparati del Locomotore.

Qui sotto assistiamo tra le varie istantanee proposte, ad alcune risultanze specifiche che includono l'effetto ferro.

Alcuni resti ossei sembrano forgiati nel ferro battuto. Questo inganno visivo è il risultato della tafonomia legata ad un eccezionale processo di reazione in un microclima umido e privo di ossigeno di ambienti anaerobici. Il processo si innesca nelle prime fasi di decomposizione della carcassa quando, in presenza ancora dei tessuti molli, l'assenza del ricircolo d'aria, combinata con l'azione di agenti biochimici e batterici naturali in ambiente umido, ha modellato lo strato corticale esterno.

I fluidi rilasciati in questa fase, permeabilizzano l'osso, permettendo ai sali ferrosi e agli ossidi circostanti, di infiltrarsi nei pori. 

Questo processo ha conferito ai reperti una texture scura che imita la resa materica e la pesantezza visiva del metallo pur preservando a tutti gli effetti la loro natura di reperto osseo. 

Sono evidenzati sempre qui sotto, altri elementi che mostrano invece un singolare mimetismo materico che evoca la fibra vegetale. Questo processo si è nnescato anch'esso nella prima fase di decomposizione della carcassa quando, in assenza di ricircolo d'aria, i fluidi acidi rilasciati dai tessuti molli hanno corroso e decalcificato la superficie liscia dell'osso. L'azione combinata dell'acidità iniziale e dell'attività batterica ha scavato lo strato corticale del reperto, mettendone a nudo la struttura interna. Si sono create così, quelle venature, striature e porosità che oggi  imitano alla perfezione le fibre del legno.

Qui il bello sta nel notare come, in entrambi gli esiti, stesse condizioni ambientali rimettano alla natura dell'osso la decisione di come reagire a questo "Sturm und Drang" biochimico.

Spesso le immagini sono fornite corredate da più scatti proprio per rendere la migliore cognizione delle capillari strutture.

A volte inoltre, può capitare di imbattersi in Apparati appartenenti a specie similari tra loro dove ugualmente traspariranno sempre delle sottili differenze anatomiche che qui verranno di volta in volta mostrate.

Particolare attenzione è attribuita sicuramente anche alla Dentatura.

Non solo attraverso l'uomo ma anche attraverso i Denti di animale, è possibile ricavare in particolare, preziose informazioni relative al DNA.

A questo proposito, vengono presentati di seguito alcuni reperti di mandibole e mascelle con dentizioni complete ma anche singoli elementi dentari provenienti da contesti separati, appositamente contornati e isolati graficamente all'interno di nuove immagini, favorendo analisi comparative.

Esistono inoltre, anche "Mattatoi" allestiti all'interno di grandi Tombe Etrusche o in terreni limitrofi dove il reperimento  di Ossa Gigantesche appartenenti a particolari animali di grande taglia hanno presentano in alcuni casi addirittura tagli artificiali di interruzione lungo il proseguo anatomico, proprio come mostrato da un'altra sequenza di immagini qui sotto.

Seguitare questo filone di volta in volta, significa optare per una ricercatezza nel bosco che diventa motivo di sintesi suprema in cui esaltare le differenze tipologiche di apparati scheletrici unici, proposti in un continuo accostamento tra razze macroscopiche e razze microscopiche.

Non mancano nemmeno i dadi dell'antichità, ovvero proprio quelle ossa di astragalo che un tempo decidevano la sorte nei giochi ancestrali, sparpagliate a terra in una sequenza che unisce queste ossa corte ad ulteriori ossa lunghe. Perché gli astragali anticamente erano utilizzati come dadi di gioco? Proprio per la loro forma irregolare che faceva sì che avessero quattro facce stabili su cui potevano fermarsi, mentre le due estremità erano troppo strette per essere considerate valide. Per questo motivo il lancio produceva probabilità diverse rispetto ai dadi cubici dando vita a giochi con regole specifiche.

Reperti di astragalo sono ritrovamenti legati sia a Tombe tramite corredo funerario spesso inerente a bambini e giovani, sia a santuari dove erano probabilmente offerti come ex-voto o utilizzati in pratiche divinatorie, oltre che in abitazioni come appunto oggetti da gioco.

 

SCORRI SOTTO PER VEDERE LE IMMAGINI:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Astragali ossei così come sono emersi dal terreno lungo il cammino nel bosco della Tuscia. Gli astragali erano utilizzati come dadi antichi da Etruschi, Greci e Romani in un'area molto vasta, dal Mediterraneo orientale fino all'Asia centrale.

 

Dettagli di resti ossei lunghi probabilmente di mammiferi rinvenuti in superficie che integrano i ritrovamenti degli astragali e che hanno subìto un processo di esposizione agli agenti atmosferici (weathering) che ne hanno causato lo sbiancamento

Ulteriori dettagli di ossa lunghe animali singole e in gruppo in decomposizione nella Tuscia

Reperto osseo di animale selvatico con inganno visivo (mimetismo gelogico ferroso) nel viterbese

Reperto osseo di fauna selvatica con inganno visivo (mimetismo geologico ligneo) rinvenuto nella Tuscia

Particolare vertebra di animale selvatico documentata in un bosco della Tuscia

Nuova inquadratura di una vertebra animale nei boschi della Tuscia

Panoramica ravvicinata della vertebra animale con simulazione visiva della materia lignea presso un bosco dell'alto Lazio

Analisi di un reperto osseo probabile cervo o capriolo con effetto visivo ferroso e ligneo 

 

La ricerca continua il suo sviluppo nella galleria sottostante con reperti ossei di animali selvatici (ungulati) che mostrano la suggestione visiva di un mimetismo geologico tra ferro e legno:

Particolari di un ritrovamento di epifisi ossee spugnose isolate, ovvero le estremità articolari staccatesi da un osso lungo animale, scampate miracolosamente all'azione dei predatori nei boschi del viterbese

Osso piatto di animale selvatico con processo di degradazione 

Serie di quattro costole animali lunghe con andamento curvo e una superficie degradata

REPERTI OSSEI PRESSO L'ACQUEDOTTO DI SAN FLAVIANO DI MONTEFIASCONE: SETTE IMMAGINI

Ossa umane combuste attraverso rito di incinerazione presso scavo archeologico volontario di Vulci

Declinazioni anatomiche di teschi similari a quello soprastante

CRANIO DI ANIMALE 1

CRANIO DI ANIMALE 2

Fossile di un teschio animale con mascella allungata all'interno di una grotta ipogea carsica nel bosco

 Dopo le singole costole lunghe pubblicate sopra, qui vediamo il ritrovamento di tre porzioni ossee di gabbia toracica animale rinvenuta nei boschi della Tuscia. Le tre sezioni di cui due da otto elementi ed una da quattro,  fanno presupporre un'unica struttura anatomica conservata.